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Brescia, 2 dicembre 2013 : Comunicato stampa
di Nuray Dogru a nome della famiglia di Bahar Kimyongür

 
 

[En français]

 

«Ora noi chiediamo la libertà di Bahar!»

Cour de Brescia 2/12/13

Cinquanta persone si sono riunite davanti al Palazzo di Giustizia di Brescia. La rappresentante della famiglia di Bahar, Nuray Dogru [zia di Bahar, venuta apposto dal Belgio,] si è rivolta al pubblico per chiedere la liberazione di Bahar e ha ringraziato per la solidarietà, che si organizza, dappertutto in Italia.

“Ringraziamo tutti i cittadini italiani che in queste ore stanno dimostrando la loro solidarietà a Bahar, chiedendone la liberazione, alle persone che stamane si sono radunate di fronte al Palazzo di Giustizia di Brescia e che ieri hanno manifestato a Torino. Per noi è stato un segno di vicinanza molto importante”. Lo afferma Nuray Dogru, zia dell'attivista belga di origini turche Bahar Kimyongür, detenuto nel carcere di Bergamo dal 21 novembre, giorno del suo arresto, avvenuto nell'aeroporto di Orio Al Serio su mandato internazionale diffuso dalla Turchia attraverso i canali Interpol, con l'accusa di terrorismo.

“Durante l'udienza di questa mattina, tenutasi presso la Corte di Appello di Brescia, il pubblico Ministero ha chiesto l'arresto di Bahar –continua Nuray Dogru– mentre l'avvocato della difesa, Federico Romoli, ne ha chiesto il rilascio immediato. Naturalmente concordiamo con la richiesta dell'Avvocato, visto che, oltre alle accuse strumentali mosse dalle autorità turche, niente di tangibile è imputabile ai suoi danni. Il rifiuto da parte del Giudice di trasferirlo da Bergamo a un carcere di massima sicurezza in Calabria, è comunque una notizia che ci fa ben sperare”.

“Dopo il rilascio su cauzione in Spagna e le assoluzioni in Belgio e Olanda –aggiunge– speriamo che la giustizia italiana non ceda alle pressioni della Turchia e proceda al rilascio di Bahar, tutelando il diritto di critica di chi ha semplicemente denunciato le limitazioni della libertà e le violazioni dei dei diritti umani commesse in quel paese”.

“La famiglia –conclude Nuray Dogru– continuerà la propria battaglia fino a quando il nome di Bahar Kimyongür non verrà cancellato dalla lista dell'interpol. In tal senso ci sono già state interrogazioni parlamentari in Belgio e Italia, non da ultima quella dell'onorevole Arturo Scotto, e il prossimo passo sarà mosso al Parlamento Europeo per cancellare questa accusa inaccettabile”.

Conttato: Nuray Dogru <nuray.dogru@gmail.com> - Tel.: +32(0)498252410

[Cliquez ici pour lire un extrait de cecommuniqué de presse en français]

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